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mercoledì 10 aprile 2013

L'incontro ( terza parte )


Lo avvicinai lentamente a me, poggiai le labbra e sentii subito quel liquido bianco invadermi la bocca, mentre la mia mente pensava...viaggiava...lui era lì, davanti a me, ma non potevo toccarlo, non potevo baciarlo. Quel maledetto weekend era passato troppo in fretta , erano già passati due mesi e mi ritrovavi lì, a casa mia, a Vieste, a fare colazione in compagnia del mio latte e delle mie paure. La mia mente viaggiava, e tornava al ricordo di quando ci eravamo lasciati.
Tutto il weekend lo avevamo passato a casa tra coccole, baci e continui orgasmi; Non mi stancavo mai di fare l'amore con lui e lui era sempre pronto a dimostrami che era davvero innamorato, mi regalò delle rose, dei cioccolatini. Quando mi accompagnò alla stazione pianse, mi abbracciò forte dicendomi che sarebbe venuto presto a trovarmi...ed io come la più stupida delle femmine c'avevo pure creduto !!!!
Ci sentimmo per quasi tutto il tragitto del treno, fino a che non arrivai a casa e ci sentimmo spesso per qualche giorno, poi, all'improvviso qualche chiamata sfuggente, qualche messaggio distaccato e la scusa che la madre era molto grave in ospedale....cavolo due mesi così.
Adesso ero lì col mio test di gravidanza che segnava le due strisce...ero incinta...di suo figlio. E lui?
Lui se ne fregava di me, dato i suoi comportamenti, come potevo dirglielo??
E' inutile, non illudiamoci, gli uomini sono tutti uguali, sarebbero capaci di promettere la luna per collezionare una donna in più ed io avevo creduto a tutte le sue parole, una per una.
Conosceva bene la mia situazione, la mia famiglia egoista, mia madre a cui non importava altro che di se stessa, mio fratello troppo immaturo e con poco carattere e mio padre morto troppo giovane.
Non doveva farmi questo..poteva dirmelo....”Adry, voglio soltanto scopare” l'avrei capito, stava a me concedermi o meno, ma perchè mettermi incinta, perchè trascinarmi in una cosa tanto grande, da sola, adesso che non avevo nemmeno un soldo, come lo avrei cresciuto???
Abortire? Non ci penso nemmeno ! Un figlio è sempre un dono divino ed io non potrei ucciderlo, no...alla fine ero stata io ad essere stupida, ingenua nonostante la mia età ed ora devo prendere il coraggio a due mani e cavarmela da sola.
Mentre viaggiavo su questi pensieri il cellulare squilla....era lui !!!
“Pronto amore mio” mi dice dall'altro capo del telefono “ Sto andando in ospedale da mamma, ho paura sai, non voglio perderla, tu come stai?Ho tanta voglia di vederti”. “Come cazzo devo stare secondo te?? Sono due mesi che mi imbocco le tue cazzate, tua madre in ospedale, tu che non ti fai vedere e mi chiami con queste telefonate patetiche e senza senso, tranquillo come hai goduto tu l'ho fatto pure io, adesso sono incinta ma me la cavo da sola, tu vattene a fanculo “....avrei voluto dirgli questo, ma dalla bocca usci soltanto “ Sto bene amore mio, tranquillo, pensa a tua mamma e portale i miei in bocca al lupo” Lui sorrise e mi mandò un bacio dicendomi che ero la donna più bella del mondo. Poi riattaccò!
Da non crederci, mai avrei pensato di trovarmi in questa situazione, con un bimbo in grembo ed il padre così stronzo, ho sempre giudicato male le persone nella mia stessa situazione, considerandole poco di buono, senza senso di responsabilità ed ora....mi ci trovavo io, immersa, con la merda sino al collo.
Andai in camera, mi vestii svogliatamente e uscii.
Arrivai in riva al mare, era una giornata calda, mi tolsi le scarpe e cominciai a camminare a piedi nudi sulla sabbia. Amavo la sensazione della rena sui piedi, come quasi uno srub che ti accarezzava la pelle, quel profumo di sale e di sole, mi ricordava la mia città, la mia cara Napoli, da cui mi ero allontanata troppo in fretta, per sfuggire alla mia famiglia.
Mi avvicinai al bagnoasciuga, l'acqua cominciava a carezzarmi i piedi, mi sedetti e lasciai cullare i miei pensieri dal suono delle onde.
Quando ero piccola, papà mi prendeva sulle spalle ed iniziava a correre sino ad arrivare in acqua, diceva che io ero una sirena, infatti ho considerato sempre l'acqua come il mio elemento naturale, quando ero in acqua mi sentivo libera da ogni catena, mi sentivo me stessa e soprattutto lontana dal mondo, con le orecchie ovattate al suono della metropoli ed il cuore che poteva battere indisturbato.
Son passati tanti anni, eppure ricordo mio padre nitidamente, l'ho sempre considerato l'unico essere umano che mi ha voluto bene veramente...ero la sua principessa.
Purtroppo è andato via troppo presto, stroncato da un incidente stradale per la sua fottuta passione per le moto.
Spesso quando ero a casa mi specchiavo e vedevo il suo riflesso, quanto gli somiglio, a parte le mie fattezze femminee ed i miei capelli chiari sono praticamente la sua fotocopia.
Pelle ambrata, occhi nocciola, mio padre era altissimo, possente, virile, con i capelli scuri, io invece ero esile e bionda. Ma i lineamenti, il viso era il suo ed è stato grazie a questo che ho sempre pensato che non mi avesse mai abbandonata.
Mentre fantasticavo questi pensieri, sento una mana scrollarmi la spalla. Apro gli occhi e due ragazzi mi chiedono se ho bisogno di aiuto. Rispondo loro di no e vanno via guardandomi e parlottando tra loro.
Resto sul bagnoasciuga ed incrocio le gambe, accendo una sigaretta e prendo il telefono.
“Pronto” risponde la voce all'altro capo del telefono .
“ Pronto Nicola....ciao sono Adry”
“ we, ciao bella, dimmi tutto ...”
“State a casa??? Posso venire a pranzo da voi?”
“Tesò io non ci sono, sono andato a pittare un appartamento, ma a casa c'è Grazia vai, ne sarà contenta”
“ Ho provato a chiamarla, da diversi giorni, ma risponde sempre la segreteria”
“Hai ragione tesò, ha cambiato numero, mo ti mando un messaggio e te lo do, scusami ma devo andare”
Mi saluta e riattacca, pochi attimi dopo il bip del cellulare mi avvisa che è arrivato il messaggio.
Prendo il numero e chiamo.
“ Pronto Grazia, sono Adry...”
Non mi fa nemmeno finire di parlare che dice....
“ Stronza, ma dove cazzo sei...sono sotto casa tua...sbrigati”
Sorrido, mi alzo, mi rimetto le scarpe e corro dalla mia più grande amica.
Arrivo sotto il portone di casa e subito mi correi incontro Giada, sua figlia, mi salta letteralmente addosso e mi abbraccia forte....che sensazione!!! Tra qualche anno, magari, quell'abbraccio lo avrei avuto da mio figlio...da suo figlio.
Scrollo la testa per allontanare i pensieri, guardo Grazia che mi sorride dicendomi “ Dai vieni a casa mia, ho preparato le orecchiette alle cime di rapa, quelle che ti piacciono tanto, ma per pranzo ci arrangiamo, Nicola non c'è, che ne dici, andiamo al MC ??? “
Asserii con gli occhi e presa la bambina per la mano ci incamminammo verso il fast food.
“Grazia, devo parlarti, è una cosa importante e non so con chi sfogarmi”
Lei mi poggia una mano sulla spalla e dice : “ Lo sai che io ci sono sempre, no! Dimmi! “
“Stamattina ho fatto il test...sono incinta!”
Lei mi guarda con l'aria del te lo avevo detto e mi dice con voce pacata e rassicurante “ So che non pensi nemmeno di abortire, è da sempre che desideri questo momento, sappi che ci sarò io per ogni evenienza”.
Arriviamo al MC donald, prendiamo i panini e ci dirigiamo ad un tavolo.
Giada, avvolta nella sua innocenza mi guarda, afferra una patatina e la mangia quasi digrignando i denti. Grazia poggia la sua mano sulla mia e dice :” Non dannarti l'anima, piccola. Capita a tutte di sbagliare, hai solo creduto in una persona ipocrita che ha saputo far bene il suo gioco. Ora devi soltanto fare una cosa, allontanarti da lui anche con i pensieri e concentrarti sul bambino!”
Mentre ascoltavo le parole di Grazia e riflettevo sul da farsi vedo alla cassa i ragazzi della spiaggia, ma senza nemmeno rifletterci torno a parlare con Grazia.
“Hai ragione, d'altronde non ha chiesto lui di venire al mondo, stasera ci parlo appena torno a casa e se è il caso cambio numero, basta, basta con le sue parole, le sue bugie, devo voltare pagina.
Senza che nemmeno me ne accorgessi, quei ragazzi mi stavano fissando ed ascoltavano attenti la nostra conversazione...

venerdì 5 aprile 2013

L'incontro ( seconda parte )


Mi svegliai in piena notte al suo fianco, con la testa poggiata sul suo petto e lui che mi avvolgeva in un dolcissimo abbraccio. Non sapevo quando e come ero arrivata lassù ma la cosa non mi dispiaceva.
Mi sentivo sua, mi sentivo completa, mai in vita mia avevo provato quella sensazione di pienezza, di assoluto, mi sentivo invincibile, tra quelle braccia, protetta da quell'uomo ...da quel principe che avevo sempre sognato.
Posai il gomito sul letto e cominciai a guardarlo mentre dormiva; un lenzuolo copriva il suo corpo nudo che qualche ora prima mi era stato donato in tutta la sua potenza.
Era perfetto !
Quei muscoli che tornivano così perfettamente il suo involucro gli donavano un 'aria così virile che era una completa sofferenza trattenersi dal baciarlo, dal collo sino giù, sino ai piedi e risalire, muscolo per muscolo, poro per poro e perdersi in quel suo profumo così inebriante.
Persa in questi pensieri e soggiogata dal suo odore poggiai nuovamente la testa sul suo petto, presi il braccio e stringendogli la mano me lo avvolsi attorno al collo e mi riaddormentai con la dolce musica del suo respiro.

Quando mi svegliai il sole era già alto nel cielo, guardai l'orologio e mi resi conto che erano appena le 9 e 30 , lui non era al mio fianco ma sentivo il suono dell'acqua cadere dalla doccia e dei fischi che intonavano “sei la più bella del mondo”.
Pochi minuti dopo era fuori, con i capelli gocciolanti ed un asciugamano che gli cingeva la vita. Iniziai a fissargli la pancia, scolpita dai suoi addominali, più perfetto di una statua greca, con lo sguardo arrivai alle spalle, così ampie e quei suoi capelli scomposti, un po' inumiditi dal vapore che rendevano il suo viso inevitabilmente sexy.
Mi sedetti sul letto, posto in alto, lui si avvicinò con un'aria tenera e dolce, poggiò le sue mani sui miei fianchi e posò la testa sulle mie cosce.
Rimase così qualche istante mentre io gli accarezzavo i capelli mentre avevo il sorriso stampato nel cuore; lui strinse forte i miei fianchi, come a dire “ Sei vera ! Sei qui ! “ poi sussurrò il mio nome quasi svogliatamente, gli risposi con un dimmi e lui alzando la testa e fissando i suoi occhi nei miei mi disse “ Ti amo ! “
Io non seppi far altro che sorridere e cercai di scivolare dal letto, lui mi prese e dolcemente mi poggiò a terra dandomi un bacio; quando ci staccamo sorridendo gli dissi “ Buongiornooo “ lui mi ripetè il ti amo e mi abbracciò forte.
Com'era strano vivere quella situazione, sognata e sospirata per così tanto tempo.
E poi lui, vederlo con quei comportamenti così dolci, con quell'aria così vulnerabile quando avevo un aspetto così cruento ed un carattere indomabile. Quanto lo amavo !!!
Si staccò da me dicendomi che doveva preparasi per il lavoro, si levò l'asciugamano dalla vita e si mostrò in tutta la sua bellezza.
Io lo guardai e mi assalì una gran voglia di essere nuovamente posseduta da lui, dalle sue mani, volevo sentirlo dentro, nuovamente e sentirmi sua, sentirci un solo corpo, incastrato uno nell'altro come un puzzle che dopo tempo in cui è stato sul tavolo ha trovato il pezzo mancante per completarsi.
Lui si vestì velocemente mentre io andai a preparare il caffè.
Mentre il caffè saliva e la casa si invadeva del suo buon porfumo mi misi sul ciglio della porta, mi coprii con una sua camicia ed iniziai a guardarlo mentre copriva il suo corpo con pezzi di tessuto.
Andò in bagno per acconciarsi i capelli ed io tornai in cucina e versai il caffè nelle tazzine; Lo bevve di corsa e dandomi un bacio si avviò verso la porta e disse : “ Torno per pranzo, mogliettina “.
Prima che si allontanasse lo abbracciai forte e gli diedi un ennesimo bacio così passionale che lui non tentò nemmeno di divincolarsi, lo lasciai e sorridendo gli dissi : “ Prima di tradirmi, pensa a questo bacio !”. Lui sorrise e andò via gettando un bacio nell'aria che io raccolsi con un sorriso.

Mi ritrovai da sola , in quella casa sconosciuta e mi venne in mente che la sera prima non avevo mangiato nulla ed infatti il mio stomaco reclamò cibo.
Aprii il frigo e notai che lui aveva comprato gli yogurt, per me, perchè sapevo che a lui non piacevano.
Ne presi uno e lo mangiai mentre cercavo di sbottonare la sua camicia, finito lo yogurt mi diressi verso il bagno e aprendo l'acqua mi gettai in doccia.
Il calore iniziò ad invadermi, il vapore dell'acqua mi stava ristorando il corpo e la mia mente iniziò a viaggiare su ricordi non tanto lontani.
Sembrava sentirlo ancora dentro, con la sua bocca che si perdeva sul mio seno ed i miei capezzoli duri che si concedevano a lui troppo spudoratamente.
Mi prese per il busto e mi alzò in braccio restando dentro di me. Baciandomi si diresse verso il divano e su di esso mi adagiò delicatamente continuando a baciarmi.
Si sdraiò completamente su di me ed iniziò a darmi colpi forti, decisi mentre all'orecchio mi sussurrava parole d'amore.
Sotto quel punto di vista eravamo perfetti, sembrava che ci conoscessimo da sempre, avevamo una sintonia, un affiatamento che raramente si conquista anche dopo anni di matrimonio.
Mi prendeva, mi girava, lo sentivo sempre più mio mentre l'aria si impregnava sempre di più del suo profumo; Sentivo le gocce del suo sudore cadermi sul ventre e l'accelerare dei suo movimenti mi fece capire che stava arrivando all'apice di quel piacere che io gli stavo donando.
Mentre si muoveva si sdraiò nuovamente su di me ed all'orecchio mi disse : “ Voglio che sia tu!”.
Io non capii e gli chiesi cosa volesse che io fossi.
Lui mi prese la testa tra le mani non diminuendo la frequenza dei suoi movimenti e mi regalò un bacio dolcissimo, si staccò da me e guardandomi negli occhi rispose : “ La madre di mio figlio!”
Appena pronunciò quella frase sentìì il ventre quasi dolermi, ed insieme a lui mentre ci baciavamo, abbracciati e stretti l'uno all'altro arrivammo all'apice del piacere, lui dentro di me.
Il suo respiro raggiunse l'apice dell'affanno, rimase dentro me ancora un po' mentre mi guardava, fisso, intensamente , negli occhi poi, con un dolce gesto poggiò il suo capo sul mio seno e si addormentò sussurrandomi ti amo.